Dolore Cervicale

Dolore Cervicale: cosa puoi fare?La Fisioterapia è la soluzione.

Chi non ha sofferto almeno una volta di un fastidioso dolore al collo, che spesso scende lungo il braccio, rendendo difficile eseguire anche le più semplici attività quotidiane?

Altre volte questo dolore può diventare cronico, tanto da indurre a pensare che si tratti di un problema permanente, con cui convivere per tutta la vita.

Il dolore cervicale è una condizione molto frequente, spesso dovuta a traumi precedenti, attività lavorative o sportive predisponenti o cattive posture.

Ma perché viene e soprattutto perché non passa?

Per intervenire sul dolore cervicale i farmaci non sono sufficienti, poiché curano solo i sintomi, è necessario invece agire sulle cause, correggere le posture o le abitudini scorrette responsabili dell’ infiammazione e del dolore, per ripristinare una corretta funzionalità articolare e muscolare.

La Fisioterapia a tale proposito diventa indispensabile per risolvere il problema ed aiutarti a stare meglio.

Prima di capire cosa possiamo fare da un punto di vista riabilitativo per far passare il dolore cervicale, cerchiamo di analizzare insieme quali sono le principali cause, sintomi e problematiche associate a questo tipo di patologia.

Cosa è il rachide cervicale?

La colonna cervicale è una delle più complesse aree del nostro corpo. È formata da 7 vertebre e da ben 37 diverse articolazioni che hanno la funzione di sostenere la testa, permettendo un gran numero di movimenti in relazione al tronco. Il rachide cervicale ha anche il controllo di tutti gli organi di senso: vista, olfatto, udito, gusto, tatto e propriocezione.

Considera che un soggetto sano, muove in media la testa c.a. 600 volte ogni ora!!

Si tratta dunque di un lavoro continuo che associato alla sedentarietà, agli squilibri legati all’attività lavorativa o sportiva e ad una più lunga aspettativa di vita, può rendere l’idea di quanto questa area del nostro corpo sia sottoposta costantemente a stress.

Cause del dolore cervicale

Le cause che portano al manifestarsi del dolore cervicale sono molteplici:

  • Processi Infiammatori (artrite reumatoide, spondilite anchilosante)
  • Processi Degenerativi (artrosi)
  • Disturbi Statici Congeniti (Sindrome della costa cervicale, vertebra soprannumeraria, ecc.)
  • Disturbi Statici Acquisiti (ipercifosi, iperlordosi, schiena piatta)
  • Traumi meccanici diretti (es. incidenti stradali, sforzi eccessivi in estensione o flessione)
  • Traumi meccanici indiretti (es. pratica di attività sportive di tipo traumatico, postura scorretta, movimenti sbagliati a carico di altri distretti corporei adiacenti)
  • Fattori Fisiologici (problemi vascolari)
  • Fattori predisponenti (es. disfunzioni dell’art. temporo-mandibolare, difetti del campo visivo)
  • Fattori psico-emotivi (tensioni prolungate da cause lavorative, familiari e/o relazionali somatizzate a livello muscolare)

Cosa porta il paziente a rivolgersi al medico o al fisioterapista?

Senza dubbio il DOLORE. Probabilmente, se stai leggendo questo articolo è proprio perché hai (o hai avuto) a che fare con un dolore cervicale e stai cercando una soluzione.

Il dolore al rachide cervicale (CERVICALGIA) è un dolore localizzato al collo che in alcuni casi può irradiarsi ai distretti corporei adiacenti: alla nuca dando origine ad un forte mal di testa ( CEFALEA MUSCOLO-TENSIVA) , ma anche alle scapole, alla spalla, al braccio, fino alla mano (CERVICOBRACHIALGIA).

Si tratta di un dolore acuto, spesso pungente o avvertito come una sensazione di peso, che rende difficile il riposo notturno e crea problemi nello svolgimento anche delle più semplici attività.

Non di rado, il dolore cervicale è accompagnato da tutta una serie di disturbi di carattere neurovegetativo come: nausea, vomito, mal di testa, vertigini, parestesie (sensazione di formicolio al braccio e/o alla mano), disturbi dell’udito e deficit visivi.

Come si risolve il dolore cervicale

Prima di tutto occorre fare una diagnosi precisa, per capire contro cosa stiamo combattendo e poter meglio pianificare un trattamento mirato.

I pazienti che si recano dallo specialista ortopedico perché tormentati dal dolore cervicale, dopo essere stati visitati, spesso vengono indirizzati in uno studio radiologico, per ulteriori esami strumentali.

Gli esami prescritti ai fini diagnostici sono l’RX del rachide cervicale e quando necessario la Risonanza Magnetica.

La lettura dei referti da parte dei pazienti, frequentemente genera reazioni di sconforto e catastrofismi, il più delle volte perché non si ha dimestichezza con i termini medici specifici. Per evitare allarmismi, cerchiamo di capire insieme nel modo più semplice possibile, quali possono essere i principali segni rilevabili da un esame strumentale, che potrebbero essere la causa del nostro problema cervicale.

Artrosi cervicale (Uncoartrosi, Spondilouncoartrosi)

È il più frequente segno rilevabile dall’esame radiografico, si tratta di un’affezione degenerativa a carico delle articolazioni e delle cartilagini articolari cervicali.

Detto in parole più semplici è un “invecchiamento” delle articolazioni. Con il passare del tempo infatti, a causa del troppo uso, le superfici di contatto tra le vertebre si consumano, rendendo il movimento doloroso e difficoltoso. Si tratta di una patologia solitamente legata all’età, spesso però è possibile riscontrarla anche in soggetti giovani a causa di vizi posturali, traumi diretti o problemi ortopedici pregressi mal curati.

Inversione della lordosi fisiologica cervicale

In condizioni normali, la nostra colonna vertebrale ha delle curve fisiologiche che permettono al rachide di ammortizzare i traumatismi verticali. Nel tratto cervicale, una colonna sana mostra una curvatura naturale in lordosi.

In seguito a traumi importanti (es. incidenti stradali), squilibri posturali ecc., può succedere che un’eccessiva contrattura muscolare porti ad una perdita della curva lordotica cervicale, che appare così all’esame radiografico dritta o addirittura, in alcuni casi, invertita.

La muscolatura che si inserisce e agisce a livello del rachide cervicale sarà così messa sotto tensione e l’intero assetto della colonna vertebrale ne risulterà alterato.

Riduzione dello spazio intersomatico

Anatomicamente nello spazio compreso tra una vertebra e l’altra, troviamo il disco intervertebrale. Il disco è una struttura circolare e schiacciata, formata da un anello fibroso esterno e un nucleo polposo interno, il cui compito principale è quello di ammortizzare i carichi, proprio come un cuscinetto.

In condizioni normali, lo spazio intersomatico è più o meno uguale per ogni segmento preso in esame.

In una colonna con dei problemi, spesso capita all’RX di vedere questo spazio diminuito, un referto simile ci fa pensare ad una possibile sofferenza del disco. In questi casi è utile fare ulteriori accertamenti con esami strumentali specifici (Risonanza Magnetica), capaci di mettere in evidenza la struttura del disco ed eventualmente i suoi rapporti con le strutture anatomiche adiacenti (radici nervose e canale midollare).

Ernie e Protrusioni cervicali

Con il passare del tempo il disco intervertebrale inizia a degenerare, diventando sempre più rigido e meno elastico. L’anello fibroso esterno può fissurarsi, permettendo al nucleo polposo centrale di estroflettersi andando a comprimere le strutture adiacenti, è il caso della PROTUSIONE DISCALE.

Se l’anello fibroso si rompe del tutto, il nucleo polposo tende ad uscire e ad invadere gli spazi circostanti, determinando un quadro di ERNIA DISCALE.

A livello cervicale la sintomatologia sensitiva e motoria che ne deriva, sarà a carico del plesso brachiale. Nella CERVICOBRACHIALGIA il dolore è irradiato al braccio fino ad arrivare, nelle forme più severe, alla mano. Sono presenti tutta una serie di sintomi neurologici come parestesie (sensazione di formicolio), riduzione della forza, senso di pesantezza ecc., che ovviamente variano a seconda dell’entità della lesione.

Ad onor del vero, bisogna anche precisare che spesso ci si trova davanti a pazienti con ernie molto voluminose, totalmente asintomatici, a fronte di pazienti con piccole protrusioni completamente bloccati a letto dal dolore. Questo perché, al di la della lesione discale, sono tante le strutture responsabili del dolore cervicali.

Come si cura il dolore cervicale?

Il trattamento della cervicalgia si avvale di più strumenti.

In caso di dolore molto acuto, inizialmente si può ricorrere alla terapia farmacologica, per un periodo non superiore a due settimane. Si tratta prevalentemente di una terapia sintomatica a base di antinfiammatori e analgesici associati a miorilassanti, per meglio affrontare la fase acuta dell’ infiammazione e ridurre il dolore.

Il trattamento elettivo resta però quello fisioterapico.

Una valutazione clinica attenta e accurata consente al fisioterapista esperto di strutturare un programma riabilitativo personalizzato, “cucito su misura” per voi.

Il trattamento fisioterapico è finalizzato alla risoluzione della sintomatologia dolorosa e dell’infiammazione, oltre all’eliminazione, quando possibile, della CAUSA che ha scatenato il problema (es. correzione vizi posturali).

Trattamento fisioterapico nel dolore cervicale

Uno dei principi della riabilitazione è che il movimento il più delle volte cura.

Non di rado, davanti ad un dolore cervicale acuto o persistente, si assiste alla prescrizione di periodi più o meno lunghi di immobilizzazione con collare ortopedico.

Per esperienza personale, ho visto come l’utilizzo del collare per un periodo superiore alle 2 settimane ,determina nei pazienti una grande rigidità e allunga di molto i tempi di recupero. Una volta tolto il collare si riscontra una rilevante perdita della mobilità articolare, associata ad una significativa riduzione di forza della muscolatura. È come se il paziente avesse difficoltà a “sostenere autonomamente la testa”.

Sulla base di queste osservazioni, mi riservo di raccomandare l’utilizzo del collare ortopedico solo nei casi a rischio o quando strettamente necessario (scivolamenti vertebrali, fratture ecc.) e di sconsigliare in tutti gli altri casi l’immobilizzazione totale della zona lesionata, per garantire un più rapido recupero dell’articolarità.

Il trattamento fisioterapeutico del dolore cervicale si articola in fasi diverse.

PRIMA FASE

Oltre alla terapia farmacologica, la fisioterapia consente egregiamente di affrontare la fase acuta, mediante l’utilizzo di varie tecniche:

  • Terapia strumentale ( termoterapia, laserterapia, ultrasuoni), ha lo scopo di ridurre il dolore e l’infiammazione).

SECONDA FASE

Il passo successivo consiste nell’agire direttamente sulla muscolatura del collo, per sciogliere le contratture e permettervi di recuperare tutti i movimenti perduti.

  • Massoterapia, il massaggio è spesso il trattamento più risolutivo nel dolore cervicale. Lo scopo del massaggio è quello di migliorare la vascolarizzazione dei muscoli, con conseguente riduzione delle contratture e dell’ ipotrofia. Ricordiamoci infatti che soprattutto nella cervicalgia cronica, i muscoli del collo sono quasi sempre ipotrofici e contratti, di conseguenza i movimenti risultano dolorosi e difficoltosi.

Il massaggio tra l’altro è una terapia ben tollerata dai pazienti, che esprime all’ennesima potenza il “senso di cura” per il corpo, oltre a presentare pochissime controindicazioni.

  • Riabilitazione funzionale e posturale

Il trattamento riabilitativo prevede esercizi di allungamento, di rinforzo muscolare e di controllo posturale. Lo scopo dell’esercizio è quello di ristabilire la corretta funzionalità della colonna cervicale, limitare i compensi e recuperare la forza muscolare.

In particolare lavorando sulla postura e sulla propriocezione è possibile agire efficacemente sulle reali cause del problema, insegnando al paziente a sentire e prendersi cura della sua muscolatura.

TERZA FASE

La Prevenzione è fondamentale per ridurre al minimo gli episodi di riacutizzazione e consentire il mantenimento dei risultati raggiunti.

Sono pochi i pazienti che agiscono in modo efficace in termini preventivi, nella maggior parte dei casi ci occupiamo di questa zona importantissima del nostro corpo solo quando inizia a darci problemi e ad essere dolente.

Il compito del fisioterapista è anche quello di suggerirvi tutte le strategie “salva collo” ( es. corretto riposo notturno, posture, attività fisica) che nel lungo periodo aiutano a mantenere lo stato di benessere e a ridurre il più possibile le ricadute.

La fisioterapia è dunque un’ottima arma per combattere il dolore cervicale. In particolare, i trattamenti manuali ( massoterapia e riabilitazione), permettono di risolvere la gran parte delle problematiche legate a questo distretto.

Solitamente il programma riabilitativo si articola in cicli di 10 sedute ( spesso ne bastano anche meno), durante le quali, modulando i vari interventi, si assiste ad un graduale e costante miglioramento della sintomatologia.

I trattamenti non sono mai dolorosi, perché sempre eseguiti nel rispetto della soglia di sopportazione del paziente e soprattutto sono estremamente personalizzati. Ognuno di noi ha il suo dolore cervicale, con le sue peculiarità e caratteristiche soggettive e come tale va curato. Non ci si può attenere solo a protocolli terapeutici standard, ma occorre personalizzarli, prendendo in considerazione anche la componente emotiva e psicologica del paziente.

È un percorso che si fa insieme, che ha come obiettivo principale quello di riportarvi ad uno stato di benessere psico-corporeo e liberarvi dalla prigionia del dolore.

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